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Pubblicato il 26 agosto 2020

Man mano che la Digital transformation prende piede nel mondo del lavoro (ma anche nella quotidianità), termini come Industria 4.0, Internet of Things (IoT) e Big Data diventano sempre più di uso comune. Esiste però ancora un po’ di confusione circa il significato di queste parole e su quali siano le applicazioni e le opportunità generate da queste innovazioni.

 

Con Industria 4.0 si intende l’attuale panorama tecnologico, emerso in seguito a quella che viene definita la “quarta rivoluzione industriale”, che si colloca dopo la prima (con l’avvento delle macchine a vapore), la seconda (con l’arrivo dell’elettricità) e la terza (con l’introduzione dell’elettronica e dell’informatica). La quarta rivoluzione industriale è avvenuta con l’affermazione di sistemi informatici in grado di interagire con i macchinari aziendali tramite capacità computazionali e di comunicazione reciproca.

 

Si tratta di un salto evolutivo epocale per quanto riguarda il modo di intendere e di fruire l’industria, in particolare quella del settore manifatturiero. Qualunque modello di business può infatti oggi essere implementato e ottimizzato al massimo grazie all’introduzione di tecnologie digitali.

 

La principale di queste è l’Internet of Things (IoT), la cui applicazione funziona anche grazie alla gestione e alla elaborazione dei Big Data. Il meccanismo è semplice: i dispositivi tecnologici che caratterizzano l’Industria 4.0 sono “oggetti intelligenti”, in grado cioè di carpire informazioni dal proprio operato e dall’ambiente in cui esso si svolge, per poi archiviarle sotto forma di “Big data”, ossia dati estremamente esaustivi che descrivono perfettamente tutto ciò che avviene lungo la filiera produttiva. Attraverso una rete di connessioni interna, chiamata “Internet of Things” (“internet delle cose”), i Big data vengono comparati e incrociati dalle macchine stesse, che possono così dialogare e allinearsi agli obiettivi prestabiliti. La mission dell’IoT, in sostanza, è quella di mettere in comunicazione tra loro dispositivi tecnologici permettendo al tempo stesso all’uomo di interagire con essi sia sul posto sia da remoto. Lo scambio di informazioni avviene in modo perpetuo e consente di generare un circolo virtuoso costante suddiviso in 3 fasi:

 

  • la produzione dei dati
  • l’analisi dei dati
  • la riconfigurazione dei processi di produzione in base a quanto desunto dai dati.

 

È interessante notare che ormai praticamente ogni dispositivo elettronico/informatico è in grado di raccogliere dati utili e di condividerli attraverso l’IoT. Inoltre, grazie alle reti wireless ad alta capacità, la connessione tra macchine è oggi implementabile in modo comodo, istantaneo e semplice pressoché in qualunque contesto. E non solo in ambito industriale, ma anche nell’ambiente quotidiano attraverso i device che usiamo tutti come smartphone, tablet e oggetti wearable.

 

Per poter gestire l’immensa mole di dati che in ogni istante viene prodotta e processata attraverso l’IoT, viene utilizzata una funzione chiamata Big Data Analysis, una disamina che permette di decifrare i dati, catalogarli, integrarli e sfruttarli al meglio. Tutto ciò porta una serie di vantaggi enormi dal punto di vista delle performance e dell’efficienza aziendale, tanto è vero che il settore ad averne beneficiato di più (e per primo) è stato quello manifatturiero.

 

Con l’Industria 4.0 è nato infatti lo Smart manufacturing, che unisce l’automazione alla robotica. Ogni anno, un numero crescente di aziende manifatturiere si affida ai Big data per sfruttare potenzialità nascoste nel proprio workflow, migliorando la propria produttività e la qualità dei propri prodotti. Secondo una ricerca dell’Osservatorio Smart Manufacturing della School of Management del Politecnico di Milano questo tipo di produzione sta crescendo al ritmo del 20% annuo.

 

Il principale mezzo informatico con cui le aziende manifatturiere si interfacciano con l’IoT per gestire i Big data è il software ERP, che diviene il centro nevralgico dell’attività aziendale. Tramite l’ERP è possibile eseguire anche il monitoraggio costante del flusso produttivo ed effettuare così un’analisi predittiva che permette di evitare in anticipo i guasti, programmare eventuali manutenzioni o sostituzioni di macchinari nonché pianificare per tempo forniture, spedizioni e strategie operative. Se il software gestionale è operativo anche in ambiente Cloud, come SAP Business One (l’ERP più diffuso al mondo e adottato dalla maggior parte delle PMI del Ticino), monitoraggio e diagnostica diventano possibili anche da remoto, così come l’interazione tra reparti e membri del personale.

 

Se anche tu sei interessato a conoscere meglio le potenzialità dell’IoT e dei Big data, contattaci: ti forniremo ogni informazione su come implementare i giusti strumenti per sfruttare al meglio l’Industria 4.0.


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